Lunedì il mercato è salito dando avvio a una breve settimana segnata dalle festività, con i big tech in testa. È stata la migliore giornata per l’S&P 500 nelle ultime sei settimane, mentre il QQQ ha registrato il rialzo più ampio da maggio. La settimana è corta, ma è partita con un tono positivo.
Michael Wilson di Morgan Stanley ha scritto in una nota che si attende un rallentamento della volatilità e invita a non temere eventuali flessioni: “Qualsiasi ulteriore debolezza nel breve termine rappresenta un’opportunità per aumentare le posizioni long nel corso del prossimo anno”.
Secondo Bloomberg, Wilson e Morgan Stanley mantengono una visione ottimistica sui titoli dei settori dei beni di consumo discrezionali, sanitario, finanziario, industriale e sulle small cap. Wilson ha inoltre osservato che un possibile taglio dei tassi da parte del FOMC tra due settimane potrebbe sostenere ulteriori rialzi. Nel frattempo, il governatore della Federal Reserve Christopher Waller e la presidente della Fed di San Francisco Mary Daly hanno dichiarato che voterebbero a favore di un taglio per sostenere il mercato del lavoro, aggiungendosi a John Williams, che si era espresso allo stesso modo la scorsa settimana. I future del CME ora attribuiscono una probabilità dell’84% a un taglio dei tassi.
Questa è anche la settimana del Ringraziamento: oltre a mettersi in viaggio tra aerei, treni e automobili per tornare a casa, gli americani si dedicheranno allo shopping delle festività. Un sondaggio Deloitte prevede una spesa media di 622 dollari per consumatore tra il Black Friday e il Cyber Monday.
Alla Casa Bianca, il presidente ha avuto una telefonata con Xi, suo interlocutore di lunga data, e l’amministrazione ha annunciato di voler proporre un’estensione biennale dell’Obamacare, notizia che ha fatto impennare i titoli di società come Oscar Health.

Rimbalzo degli indici azionari USA
I titoli tecnologici hanno trainato il rialzo delle borse globali, mentre i trader hanno iniziato una settimana ricca di dati con maggiore fiducia in un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre. L’S&P 500 è salito dell’1,5%, segnando la miglior seduta in sei settimane, e il Nasdaq 100 ha guadagnato oltre il 2%, il rialzo più forte da maggio. Bitcoin ha recuperato dopo un calo iniziale, il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,03% e il petrolio è avanzato in scia alle prospettive di un possibile accordo di pace tra Ucraina e Russia.

Cresce l’aspettativa di un taglio dei tassi
Le dichiarazioni del governatore della Fed Christopher Waller hanno rafforzato l’ottimismo, dopo che ha manifestato sostegno a un taglio dei tassi già il prossimo mese. Anche John Williams della Fed di New York e Mary Daly della Fed di San Francisco hanno indicato che una riduzione a dicembre è possibile. Tuttavia, i ritardi nei dati macroeconomici dovuti allo shutdown rendono meno chiaro il quadro economico, costringendo gli investitori a lavorare con informazioni datate.

Dati economici ambigui e ruolo della politica monetaria
James Egelhof, capo economista USA di BNP Paribas, ha spiegato che la qualità dei dati disponibili lascia spazio a interpretazioni diverse sull’andamento dell’economia. Secondo lui, il presidente della Fed Jerome Powell sarebbe comunque orientato a proseguire con i tagli, avendo i voti necessari per farlo, e le informazioni attuali offrirebbero una copertura sufficiente per un’ulteriore riduzione dei tassi, utile a sostenere il mercato del lavoro.

Reazione del mercato azionario e prospettive di fine anno
I mercati statunitensi hanno registrato forti guadagni dopo una settimana volatile, caratterizzata da preoccupazioni sulle valutazioni dei titoli legati all’intelligenza artificiale e dall’incertezza sulla politica monetaria futura. Secondo UBS Securities, la fase di correzione potrebbe essere giunta al termine. Chris Murphy di Susquehanna ha dichiarato che il reset del mercato e l’aumento delle probabilità di un taglio dei tassi hanno rimesso sul tavolo la possibilità di un rally di fine anno. Ed Yardeni, invece, ritiene che l’S&P 500 raggiungerà il suo target di 7.000 punti solo nel 2026, complice la presa di profitto sui titoli AI.

Dati macro in arrivo nella settimana del Ringraziamento
In vista delle festività e del Black Friday, i dati sulle vendite al dettaglio di settembre attesi martedì dovrebbero mostrare un rallentamento, dato che i consumatori restano sotto pressione per via dei prezzi elevati. Sono inoltre attesi l’indice dei prezzi alla produzione, gli ordini di beni durevoli e le nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Quest’ultime saranno particolarmente rilevanti, poiché la Fed sta utilizzando indicatori alternativi in assenza dei dati sui salari.

Scenario geopolitico: colloquio tra USA e Cina
Sul fronte internazionale, il presidente USA Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno tenuto il loro primo colloquio dopo l’intesa tariffaria raggiunta il mese precedente, discutendo di commercio, Taiwan e dell’invasione russa dell’Ucraina.

Pressione di vendita in attenuazione
La forte pressione ribassista che ha colpito Bitcoin nelle ultime settimane sembra attenuarsi, alimentando l’idea che la fase più dura del crollo possa essere vicina alla fine. Martedì la criptovaluta è tornata intorno agli 88.000 dollari, risalendo dal minimo di sette mesi che aveva innescato liquidazioni massicce e cancellato oltre 1.000 miliardi di dollari dal mercato degli asset digitali.

Mercato ancora fragile ma primi segnali positivi
Nonostante il lieve rimbalzo, il sentiment resta cauto. Bitcoin è diretto verso il peggior mese dal 2022 e gli ETF legati alla criptovaluta si avviano a registrare i deflussi più elevati dalla loro introduzione. Tuttavia, alcuni indicatori suggeriscono un possibile miglioramento dopo la stabilizzazione del prezzo.

Riduzione del costo della protezione al ribasso
Nel mercato delle opzioni, il costo delle put a una settimana rispetto alle call è sceso dal picco dell’11% di venerdì al 4,5%, secondo Caroline Mauron (Orbit Markets). Questo calo del premio indica un forte ridimensionamento dello stress e la percezione che Bitcoin possa aver toccato un minimo temporaneo.

Indicatori tecnici in area di ipervenduto
Il Relative Strength Index a 14 giorni è sceso a 32 dopo un rapido declino da inizio ottobre. Letture sotto 30 segnalano tipicamente un asset ipervenduto. Allo stesso tempo, la volatilità implicita è tornata ai livelli di aprile, periodo caratterizzato da forti pressioni di vendita legate alle notizie sui dazi. Secondo Noelle Acheson, gli operatori si stanno preparando a un breakout, con una progressiva riduzione delle scommesse su ulteriori ribassi.

Record di deflussi dai prodotti crypto, ma gli investitori restano
I prodotti crypto scambiati a livello globale hanno registrato deflussi superiori a 6 miliardi di dollari a novembre, il dato mensile più alto dal 2018. Tuttavia, gli investitori non stanno abbandonando in massa: per gli ETF statunitensi sul Bitcoin, i riscatti di 3,7 miliardi equivalgono solo al 3% del patrimonio totale, pari a 110 miliardi. Per il fondo Bitcoin di BlackRock, la quota di vendite allo scoperto è crollata, secondo S3 Partners.

Livelli tecnici: supporti e resistenze
Secondo l’analista Rachael Lucas (BTC Markets), la scarsa volatilità osservata lunedì potrebbe indicare un rallentamento della pressione di vendita. Identifica un supporto nell’area degli 80.000 dollari e una fascia di resistenza tra 90.000 e 95.000 dollari per un eventuale rimbalzo più significativo.

Contesto macro: focus sulla Fed
Il rialzo dei titoli tecnologici ha sostenuto le borse globali all’inizio della settimana. Le probabilità implicite di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre sono salite all’80%, dal 42% della settimana precedente. Tuttavia, i funzionari della Fed rimangono divisi sulla necessità di un nuovo allentamento dopo le riduzioni di settembre e ottobre. Caroline Mauron osserva che il mercato resterà in modalità attesa fino alla decisione del FOMC: gli investitori di lungo periodo, usciti dalle posizioni sopra i 100.000 dollari, ora considerano i prezzi troppo bassi per vendere, mentre chi vuole accumulare potrebbe aspettare un nuovo calo sotto gli 85.000 dollari.

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