Giorno: 2025-07-30 | Ora : 09:58:34 UBS ha registrato un profitto di 2,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre, raddoppiando i guadagni grazie a 23 miliardi di nuovi attivi netti nella gestione patrimoniale. I ricavi da trading hanno raggiunto 2,3 miliardi, un incremento del 25%. Il CEO Ermotti ha descritto i mercati come "sani" e la banca prevede una normalizzazione delle attivitΓ  nei prossimi trimestri, puntando su un modello di interazione con clienti ultra-abbienti nonostante le incertezze geopolitiche.


Il colosso bancario svizzero UBS ha registrato profitti solidi, con un raddoppio dei guadagni nel secondo trimestre, raggiungendo i 2,4 miliardi di dollari. Questo ottimo risultato Γ¨ stato sostenuto da un notevole afflusso di risorse nel settore della gestione patrimoniale, che ha attratto ben 23 miliardi di dollari in nuovi attivi netti. Il CEO Sergio Ermotti ha commentato che i mercati sono "sani" e ha elogiato i risultati, evidenziando come la banca abbia superato le stime degli analisti, che prevedevano un utile di 1,9 miliardi di dollari.

Inoltre, i ricavi derivanti dal trading hanno toccato i 2,3 miliardi di dollari, registrando un incremento del 25% rispetto all'anno precedente, il che rappresenta un record per il trimestre. Il reddito netto da interessi ha superato i 1,9 miliardi di dollari, dimostrando che UBS Γ¨ riuscita a gestire efficacemente un contesto di tassi di interesse incerti, mentre alcuni concorrenti hanno subito compressioni dei margini.

Ermotti ha anche osservato che, nonostante i mercati azionari siano rimbalzati di circa il 30% da aprile, l'ambiente rimane "sano" e non surriscaldato. La banca prevede che l'attivitΓ  di mercato si normalizzerΓ  nei prossimi trimestri, senza contrarsi, e continuerΓ  a puntare su un modello ad alta interazione con la clientela ultra-abbiente, nonostante le attuali incertezze geopolitiche e le negoziazioni tariffarie.

Con la fiducia che sta tornando e capitali pronti a essere investiti, UBS sembra ben posizionata per affrontare la seconda metΓ  dell'anno, anche in un contesto di segnali misti riguardanti la crescita globale e accordi commerciali confusi.