Il mercato è partito in rosso e ha oscillato per gran parte della mattinata di mercoledì, per poi chiudere in territorio positivo. I dati ADP diffusi all’alba hanno mostrato un taglio di 32.000 posti nelle buste paga private di novembre, il peggior dato degli ultimi tre anni, ma gli operatori hanno rapidamente cercato di ignorarlo, sperando che una debolezza così marcata del mercato del lavoro spingesse la Fed a tagliare i tassi già la prossima settimana. Le aspettative di un allentamento monetario hanno sostenuto i titoli più piccoli dell’S&P 500, come Semiconductor, mentre sul fronte politico sembrava prendere forma la possibilità che Kevin Hassett diventasse una scelta quasi certa dopo le indiscrezioni su Scott Bezzent come futuro consigliere economico capo qualora Hassett fosse nominato alla guida della Fed. Macy’s e Dollar Tree hanno battuto le attese sugli utili del terzo trimestre e rivisto al rialzo le guidance per le festività, senza però convincere del tutto il settore. I grandi nomi sono rimasti volatili: Microsoft e altri titoli legati all’AI hanno subito un brusco calo iniziale dopo un’inchiesta di The Information che segnalava obiettivi di vendita in diminuzione nel business AI del principale azionista di OpenAI. Dopo la chiusura, i report sui software e sui titoli collegati all’intelligenza artificiale hanno però offerto una gradita sorpresa.

Le azioni giapponesi hanno guidato i rialzi in Asia grazie ai dati USA che rafforzano le aspettative di un taglio dei tassi Fed la prossima settimana, mentre la vendita di JGB trentennali ha registrato la domanda più forte dal 2019; Topix e Nikkei sono saliti oltre l’1,7%, sostenuti anche dal calo della pressione sullo yen che dà più margine alla BOJ per restare accomodante. I bond giapponesi hanno trovato sollievo dopo aste molto robuste, mentre in Australia i rendimenti sono balzati sui massimi dell’anno per timori di nuove strette monetarie. Sul FX il dollaro è rimasto stabile, il rupee indiano ha toccato nuovi minimi e la Cina ha fissato uno yuan più debole per contenere l’apprezzamento. A livello settoriale hanno prevalso i titoli ciclici, con sentiment migliorato dopo dati ADP deboli che alimentano le scommesse di un taglio Fed; nei commodity, argento e oro hanno leggermente corretto, il petrolio è rimasto sostenuto da sviluppi geopolitici. Gli investitori seguono anche i colloqui Macron–Xi e l’attesa per il dato PCE USA, che dovrebbe confermare un’inflazione core stabile ma ancora vicina al 3%.

Negli ultimi giorni, il mercato delle criptovalute ha mostrato un andamento positivo, con i principali token che hanno registrato un aumento fino al 5%. Il Bitcoin si è mantenuto sopra i $93,000, ma alcuni operatori hanno descritto questo movimento come un possibile falso segnale, dato che la volatilità rimane alta. Cardano ha visto un incremento del 5%, grazie all'approvazione di una proposta da 70 milioni di ADA per stimolare l'attività on-chain, mentre Ether è aumentato del 4% in seguito all'implementazione dell'aggiornamento Fusaka, progettato per gestire meglio i carichi di transazioni provenienti dalle reti di secondo livello.
L'attenzione è ora focalizzata sulla capacità del Bitcoin di stabilizzarsi nella fascia di supporto tra $90,000 e $91,000. Dopo un ciclo di liquidazione all'inizio della settimana, il posizionamento del mercato rimane fragile, ma ci sono tentativi di formare minimi più alti dopo il calo di fine novembre. Alcuni analisti avvertono che il recente aumento potrebbe rappresentare un "falso breakout", con la nuova area di resistenza fissata a $93,200.
I flussi degli ETF mostrano una chiara divisione: i fondi Bitcoin hanno registrato afflussi per $58.5 milioni, mentre i prodotti Ether hanno visto deflussi per $9.9 milioni. Questa tendenza suggerisce che gli investitori istituzionali preferiscono aggiungere esposizione al Bitcoin durante periodi di incertezza macroeconomica.
Le recenti dinamiche macroeconomiche continuano a influenzare il sentiment di rischio, con segnali di un maggiore controllo da parte del presidente statunitense sulle decisioni della Federal Reserve. Inoltre, Vanguard ha aperto l'accesso al trading di ETF cripto per i propri clienti, mentre Bank of America ha comunicato ai suoi clienti istituzionali la possibilità di allocare il 1%-4% dei portafogli in asset digitali.
La capitalizzazione di mercato complessiva ha raggiunto i $3.15 trilioni, segnalando tentativi di formazione di un trend nonostante la cautela persistente sotto la soglia di $3.38 trilioni.

Nonostante le preoccupazioni degli investitori riguardo all'industria dell'intelligenza artificiale e ai dati economici deboli degli Stati Uniti, le criptovalute hanno mostrato segni di forza. In particolare, Bitcoin ed Ether hanno guadagnato slancio, raggiungendo i livelli più alti delle ultime due settimane. L'aspettativa di una politica monetaria espansiva ha aumentato la domanda per beni scarsi, mentre l'indice S&P 500 e l'oro hanno reagito positivamente all'anticipazione di maggiore liquidità nei mercati.
Tuttavia, il mercato delle criptovalute rimane vulnerabile, con una capitalizzazione che si attesta ancora al 29% sotto il massimo storico di $4 trilioni. La recente contrazione nel mercato del lavoro statunitense, con una diminuzione di posti di lavoro e un calo dei salari, ha alimentato l'incertezza, spingendo gli investitori a rimanere vigili rispetto a possibili correzioni. Gli operatori attendono con interesse la decisione della Fed sui tassi di interesse, prevista per il 10 dicembre, per ottenere indicazioni più chiare sulla direzione della politica monetaria.
In un contesto di crescente dipendenza dagli investimenti in intelligenza artificiale, alcune delle più grandi aziende del mondo esprimono preoccupazione per i rischi associati a potenziali bolle. Nonostante i dati economici sfavorevoli, le criptovalute non sono in imminente pericolo di collasso. Si prevede che un aumento della liquidità possa alleviare la pressione economica, sostenendo l'appetito per beni scarsi. Finché le condizioni monetarie continueranno a migliorare, Bitcoin ed Ether potrebbero avere maggiori probabilità di una modesta ripresa.
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